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Ti racconto la mia scuola...il mio quartiere...

Granarolo si racconta






Foto delle classi terza A e terza B della scuola primaria Montegrappa

( da inserire)


Gli alunni delle classi terza A e terza B della scuola primaria Montegrappa sono andati alla scoperta delle tradizioni e della storia che caratterizzarono il quartiere di Granarolo con le rispettive vie e strade.

La ricerca di tale storicità ha implicato un campo d’indagine piuttosto ampio e si è svolta principalmente su documenti cartografici,fotografici, ma anche con interviste ad abitanti del quartiere e uscite d’orientamento sul territorio.

Scopo di questa attività è stato quello di ricostruire la “storia minore di un pezzo della nostra città” inerente la vita quotidiana della gente,con il suo operare,il suo progredire ,lasciandoci guidare dalle sensazioni e cercando di leggere sulle facciate delle case,sui mattoni e i muri a secco delle creuse,gli strati di storia del passato





Storia,raccontami…




Storia raccontami,

dimmi cos'è successo prima di me.

guerre,scoperte,fortune malanni,

storia raccontami il ballo degli anni



gli anni lentissimi,gli anni fuggiaschi,

gli anni femmine e gli anni maschi

gli anni splendenti e gli anni cupi,

gli anni rondine e gli anni lupi.

gli anni che ballano su questa giostra,

il ballo è loro,la storia è nostra.

anni volate lontani,

storia rimani!











I toponimi di...Granarolo




Nel Medioevo, il termine Grano veniva usato per definire certi avvallamenti di terreno dai quali scaturisce un rio. Una tale caratteristica la ritroviamo proprio nella valle tra Granarolo e Oregina a levante della tramvia a dentiera, dove si forma il torrentello che affluendo nel Lagaccio,sfocia poi in mare presso l’attuale Ponte dei Mille.

Inoltre una specifica parte dell’altura di Granarolo (quella più a valle,contigua a San Rocco) era definita Airolo per l’esistenza di ville e possedimenti dell’omonima famiglia.

Da qui la fusione di grana e Airolo che avrebbe portato all’attuale denominazione di Granarolo.











Funicolare



Salita di Granarolo


Si sale per salita Granarolo, una caratteristica creuza (segnavia =), fino a rincontrare i binari della funicolare..

Nel nucleo del vecchio paese di Granarolo, luogo di villeggiatura dei genovesi benestanti nel 1800 si gode di una bella vista sulla valle sottostante.

Il colle di Granarolo rappresentò infatti, nel corso dei secoli,una rinomata sede di villeggiatura ed i nobili “per l’estate si contendevano di uscire dalle antiche mura cittadine” scegliendo di andare in villa sulle alture di Granarolo.


Villeggianti



Il paese nell'800





Al centro della località di Granarolo,nel punto di confluenza dell’antica strada che conduceva a Begato con quella che discende verso la città, si trova la chiesa di S.Maria di Granarolo,un tempo raggiungibile faticosamente a piedi o ricorrendo alle “cavalcature”.

Essa è antica di oltre otto secoli,ma deve il suo aspetto attuale a numerosi interventi e rifacimenti nel corso dei secoli.



Begato


Foto chiesa (da inserire)



Via San Marino




Evviva! Eccoci a scuola !

Eh sì,perché via San Marino,partendo da via Ferrara

raggiunge proprio la Scuola Montegrappa..

Essa è stata ottenuta con la chiusura del Rio “Pria de Cucco”.



I NOSTRI ANTENATI A SCUOLA



Nello scorso secolo,in questa zona non vi erano altro che campi coltivati,vigneti e case di campagna.

Da qui, scendevano i contadini con i muli,per vendere il latte,gli ortaggi e la frutta al mercato di Di Negro e a Principe.







Si,insomma,qui sul colle di Granarolo vi era un vero e proprio villaggio di campagna.

Gli abitanti allevavano mucche e pecore e coltivavano la terra con tenace amore ed è proprio per questo che, ancor oggi, Granarolo conserva la “radice agricola” di un tempo.


Ecco,infatti i nostri piccoli agricoltori al lavoro nell’orto della scuola,durante la fase di semina del Progetto Verde.







Gli alunni della III A e III B durante la semina autunnale, nell’orto della scuola (Progetto Verde )



Gustu,Bepi;Giacomo,Carlin

erano alcuni dei personaggi che ,con il loro lavoro nei campi, hanno contribuito a render rigogliosa questa bellissima zona e………ogni tanto si ritrovavano assieme per un goccio di Nostralino bianco, una vera rarità tra i bevitori del luogo!












E, per finire, ecco a voi un piccolo omaggio:

la ricetta originale del Menestron alla Granaio.




Via Caduti senza Croce


Proviene da via Ferrara,nasce all’altezza di via San Marino e prosegue sino in via Bartolomeo Bianco.



Via Marzabotto


Via di recente costruzione,è stata inaugurata il 13 aprile 1985 alla presenza dell’ex sindaco Dante Cruicchi ( medaglia d’oro alla resistenza.

I fatti di Marzabotto,purtroppo, portano il nostro pensiero a ricordi assai tristi avvenuti in Emilia nel periodo della Resistenza Italiana:era il 29 settembre 1945



Passo del Cardellino



Va da salita Granarolo a salita Gesù e Maria

Esistono due tesi sull’origine toponomastica (Persaglio):

una che deriva dall’omonimo uccello (costumanza molto sentita a Genova); l’altra potrebbe essere diminutivo di Cardato o Caldetto, cioe un colle allietato da tempi dolci….


Sarà vero ??????




Via della Chiassaiuola


Nasce a metà di salita Granarolo.

Il vocabolario degli Accademici della Crusca attribuisce al termine Chiassaiuola o Sassaiola il significato di “ un canale fatto a traverso a campi delle colline per accorre e cavarne l’acqua piovana,murato dalle banche e ciottolato nel fondo “


Via Bartolomeo Bianco



Il suo percorso si svolge per circa 4 km ed è una delle strade più lunghe di Genova. Nota come strada militare, servì per la costruzione delle nuove muraglie tra il 1626 e il 1633.

Le mura nuove disegnano un triangolo equilatero con il vertice sulla Punta Sperone e la base sulla costa marittima.

La costruzione delle nuove mura su declivi anche impervi, ha fatto sì che gran parte di quest'ultima grandiosa opera militare sia giunta fino a noi, perché sita in zone ancor oggi scarsamente, se non per nulla, popolate ed edificate; i tratti più vicini alla costa, invece hanno dovuto soccombere sotto la spinta dell'urbanizzazione.



E’ intitolata all’illustre architetto comasco che operò nella nostra città prima per i Padri Agostiniani e poi per la famiglia Balbi.