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Grazie Mameli.



Lo scorso anno è stato il nostro primo anno da genitori che accompagnavano i figli al Torneo Ravano.
Fu un'esperienza intensa che i bambini di IV e V vissero con lo spirito giusto. Alla fine di quell'esperienza loro erano un po' più grandi, che  lo spirito di questo torneo sia la partecipazione e non la vittoria non è un artificio retorico.

Anche quest'anno i ragazzi del Basket hanno giocato e messo sul campo tutto quello che avevano: spirito di squadra, passione e voglia di stare assieme.
Hanno giocato, vinto, perso, si sono pure arrabbiati di fronte ad un gesto poco sportivo di una squadra che ha vinto, ma solo sul campo, e hanno pure versato qualche lacrima perché accettare una sconfitta non significa non sentire il magone che genera.

In panchina ho visto passione e competenza, e soprattutto serietà. L'allenatore scelto ha messo i bimbi, non i risultati, al centro della sua idea e i bambini hanno risposto con altrettanta passione ed educazione ed un settimo posto finale (con 42 squadre genovesi in gara) che li premia e per il quale essere orgogliosi come genitori, un successo che va esteso anche gli insegnanti e i dirigenti che hanno accettato e caldeggiato la loro partecipazione.


Ho visto le madri che hanno accompagnato  i ragazzi che li hanno accuditi e incoraggiati prima, per poi consolarli quando era necessario, anche a costo di ingoiare un po' di commozione, mentre i genitori a bordo campo mettevamo gola, mani e pure qualche imprecazione.

Nei giorni di torneo non ho visto la festa di sport che aspettavo, ma molto di più.

Ho visto i nostri bambini e bambine  lanciare il cuore ben oltre l'ostacolo e mi sono illuminato per il sorriso di Martina, che ha scelto il basket per provare, ed è stato bellissimo vederla giocare per il gusto di farlo, felice ed accolta come una veterana dal primo giorno. Istruttivo. 

Bello vedere Noah ed Emma, fratelli e compagni di squadra.
Bello vedere Lorenzo e Samuele, Giovanni e Giacomo, Andrea, Stefano e Rachele soffrire e vincere e perdere con la giusta soddisfazione che spetta a chi ha dato tutto.

Bello emozionarsi con gli altri genitori della Mameli e ritrovare nelle reazioni dei genitori delle altre scuole il giusto spirito.

Poco prima che ieri giocassero i nostri ragazzi ho osservato un papà guardava giocare suo figlio.

Quando si è accorto che difficilmente il loro Ravano sarebbe continuato ha detto al figlio la cosa più bella ascoltata in questi giorni.

"Non pensare che stai perdendo, pensa a divertirti".

Vincere piace a tutti ma ci riesce solo uno, divertirsi invece è alla portata di tutti, in pochi però sono abbastanza maturi da poterlo capire, chi ci riesce ha qualcosa in più: l'umiltà di chi conosce la sconfitta anche quando vince non è solo rispetto, ma empatia.

Ho provato a fissare gli ultimi minuti di mio figlio in questo straordinario appuntamento perché mi piaceva conservare un momento del suo essere bimbo che sarà irripetibile, la sua prima tappa verso il salto alle scuole medie che attende lui e molti suoi compagni nei prossimi mesi.

Come genitori che per due anni hanno avuto il privilegio di partecipare a questa manifestazione l'augurio che facciamo ai bambini che faranno questa esperienza nei prossimi anni è quello di vivere le stesse emozioni e di tornare dal torneo con un carico di esperienza che completa e arricchisce quello che imparano quotidianamente a scuola.
 
Grazie a tutti e buon lavoro
 
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Francesco Cascione