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Nino Bixio

Da questo famoso patriota prende il nome la scuola secondaria inferiore di Salita Granarolo:

bixio

Nino Bixio nasce a Genova il 2 Ottobre 1821. Patriota, generale e uomo politico italiano, fu al fianco di Garibaldi nella difesa della Repubblica Romana(1849) e combatté nei Cacciatori delle Alpi durante la Seconda Guerra d'Indipendeza italiana. Braccio destro di Garibaldi contro l' esercito borbonico. Oraganizzò la repressione delle rivolte contadine dirette contro i grandi proprietari terrieri che scoppiarono in Sicilia nel corso dell' impresa garibaldina. La maggior parte di esse avevano come obbiettivo la conquista delle terre e la liberazione dalla sfruttamento signorile. Una delle più conosciute è la Strage di Bronte, avvenuta nell' agosto del 1860, durante la quale Bixio ordinò la fucilazione di alcuni ribelli.

Bixio soldato

Entrato nell' esercito italiano, combatté a Custora nel corso della Terza Guerra d'Indipendenza(1866) e partecipò alla presa di Roma(1870). Eletto deputato(1861) e successivamente senatore(1870) del Parlamento italiano, lasciò la carriera politica poco dopo l' annesione di Roma e si imbarcò su un bastimento diretto in Oriente; morì per un attacco di febbre gialla nel 1873 nell' isola di Sumatra.

 

Famiglia Lomellini

Lomellini

I Lomellini, originari di Lomello vicino a Pavia, discendevano da Otto e Gandolfo fratelli del Conte Palatino, elettore dell' Impero. Le cospicue ricchezze fondiarie che essi possedevano in Lombardia agli inizi del periodo medievale, furono disperse a seguito di guerre disastrose, ed un ramo della potente famiglia si trasferì a Genova intorno al 1137. Infatti Lumello, nel 1137, era stato eletto Console del Comune Genovese. La loro alacre attività nel commercio li rese ricchissimi.Essi acquistarono anche privative industriali e dominio su vasti possedimenti. Diventati padroni dell' isola di Tabarca nel 1543 accrebbero il loro patrimonio con la pesca e la lavorazione di coralli. Esercitarono pure attività bancarie per gli stati esteri e condussero un tenore di vita principesca. L' attività dei Lomellini si estese anche alla coltivazione della canna da zucchero nell' isola di Madera, e esclusiva esportazione del sughero portoghese. Il livello di ricchezza della famiglia la pose a primeggiare nel secolo Sedicesimo fra i più importanti casati genovesi, ed a proposito si ricorda il proverbio popolare, tramandato dalla tradizione: “Lascia che se dagghe a Doia cò a Lomellin-a” (lascia che si battano i Doria con i Lomellini). 

 

Andrea Doria

C’era una volta, nel nostro quartiere,un palazzo in cui abitava un importante personaggio genovese. Andrea Doria, il suo proprietario, non era mai stato principe di Genova. Era un potente ammiraglio che ebbe tanta influenza sulla situazione politica genovese e che ospitò, nel suo palazzo, grandi personaggi dell’epoca,come il re Carlo V. Andrea, aveva investito i primi redditi, nell’acquisto di navi, che cominciò a dare in appalto al governo della città, ricavandone un buon guadagno. Andrea Doria, fece costruire il suo palazzo, fuori dalle mura cinquecentesche. Da buon ammiraglio, scelse un punto strategico, per controllare le sue navi: l’imbarcadero era proprio davanti alla costruzione principesca. Nel giardino, dove oggi, si trova il Miramare, si ergeva una gigantesca statua di Giove, il cui viso, riproduceva le sembianze di Andrea Doria. Ai piedi della statua era stato seppellito il cane che l’imperatore Carlo V aveva regalato al nipote di Andrea. La grande dimora oggi appare ben diversa da come doveva essere allora. I discendenti di Andrea, dopo aver ristrutturato l’appartamento del grande ammiraglio, hanno fatto restaurare il grande giardino.

Andrea Doria

Nell’appartamento di Andrea si trovano due quadri che lo raffigurano nel pieno della sua potenza e, a novantadue anni, con il suo gatto. L’ammiraglio visse fino a novantaquattro anni.

Per le fontane di Palazzo del Principe veniva utilizzata l’acqua di un lago artificiale, il Lagaccio, fatto costruire appositamente da Andrea Doria. Egli fece avere l’acqua nel palazzo e nel giardino e una diga per raccogliere l’acqua proveniente dalle alture di Granarolo e del Righi.

Ospiti illustri di Andrea Doria

Carlo V

Giulia Carrara-classe II B.